sabato 7 novembre 2015

La cerchiatura del quadrato

Le immagini condivise ieri dall'utente Jack Daw su Facebook sono quelle della famosa impresa del 2012 di Mr. Felix Baumgartner che si lancia con il paracadute dalla "statosferica" altezza di 128.000 piedi (38.969,4 metri) SLM, tratte da questo video:




(DA 2:28 IN AVANTI QUI ABBIAMO LA RARISSIMA OCCASIONE DI OSSERVARE LA TERRA DALL'ALTEZZA DI QUASI QUARANTAMILA METRI E DA UNA POSTAZIONE FISSA:
OSSERVATE LE IMMAGINI, E GIUDICATE DA VOI SE QUELLO CHE SI VEDE 
LAGGIU' IN FONDO SI STA MUOVENDO A 1000 KM/H; OPPURE NO)

(E UNA VOLTA CHE ABBIAMO GIUDICATO DA NOI, SENZA NESSUNA INFLUENZA ESTERNA, GUARDANDO IL VIDEO, POSSIAMO CHIEDERCI; SE CI HANNO MENTITO SUL MOTO DELLA TERRA -CHE E' COMPLETAMENTE FERMA- PERCHE' DOVREBBERO AVER FATTO DIVERSAMENTE RIGUARDO LA SUA REALE FORMA?)


(MA IL FATTO CHE LA TERRA EVIDENTEMENTE NON GIRA COME INVECE INSEGNANO NELLE SCUOLE, NON SEMBRA AVERE SCONVOLTI GLI SPETTATORI DI QUESTO EVENTO, CHE ERANO TROPPO INTENTI A SEGUIRE L'IMPRESA DI FELIX.... UN ALTRO GRANDE SALTO PER L'UMANITA'!)




Questi fermo-immagine di fatto non dimostrano altro che l'uso di una lente (ultra) grandangolare, o fish-eye, che distorce ogni cosa nel suo campo abbracciando un "angolo di campo non minore di 180° (Wikipedia); ovvero superiore ad angolo piatto, cosa che inevitabilmente distorce curvando le linee della prospettiva. Per cui ruotando nell'aria la videocamera che monta una simile ottica si ottiene un profilo della Terra concavo


piatto (!)


o convesso, proprio come quello "tradizionale" della NASA:


Altri fermo-immagine dello storico video ricon-fermano questa conclusione:


la quale ribadisco riguarda soltanto queste particolari riprese, le quali sono accidentalmente tra le poche -o uniche- di una simile tecnica utilizzata su uno scenario "mondiale" come questo in un movimento libero -- oserei dire incontrollato-- dell'operatore, rispetto alle innumerevoli riprese fatte da un supporto fisso, o quantomeno limitato o non-incontrollato come questo.

Ovviamente non basta un trucchetto tanto scontato, economico e dozzinale come un'ottica grandangolare per infinocchiare tutta l'utenza multimediale che segue le imprese aerospaziali internazionali; per quello si spendono facilmente miliardi di dollari ogni anno.


Non è strano che nello stesso mondo in cui camminare è una delle attività più benefiche in assoluto e sembra corrispondere al senso stesso della vita quale che sia la direzione presa, dove ognuno segue la propria "strada" o "percorso esistenziale", e dove pure nessuno cammina se non è costretto a farlo, l'uomo di mare che approda definisce la sua mèta "terraferma"?
Secondo il "Dizitaliano" del Corriere terraferma è: 1 Terra che emerge dal mare: sbarcare sulla t. 2 estens. Il continente, contrapposto alle isole • sec. XIII;

"ferma", appunto, contrapposta al mare, all'acqua, che si muove; ma occorreva precisarlo?
Chi ha mai sentito dire di una terra mossa, o mobile?
Forse non sarà strano, ma questa definizione corrisponde anche al concetto della Terra pre-copernicana, che è appunto ferma; e piatta; proprio come sembra essere anche oggi; un sabato.

Ho tirato in ballo l'argomento in due sole occasioni, tra amici e parenti, e questo ha definito delle geografie psichiche precise, dei reali confini intellettuali e mentali, per cui l'uomo curioso e aperto alle nuove prospettive sa riconoscere più o meno immediatamente, e fors'anche istintivamente la realtà della "terraferma"; e anche se la "irrealtà" dogmatica della Grande, Grande Palla che continua a girare nella sua testa richiederà del tempo per essere demolita interamente a causa di un annoso, infallibile condizionamento mentale, è questione di minuti, o secondi, o forse solo di un attimo per rendersi conto di quella che è la realtà, esperita Qui e Ora, distinta dalla verità propagandata come tale, e che per mera accettazione diviene la nostra "realtà";

perchè di questo si tratta in fondo, della nostra realtà, e forse dell'unica forma di realtà che accomuna tutto il genere umano in termini "sublunari", "terragni", o non-spirituali; questa forma è ovviamente quella di "Terra",  il nostro habitat naturale, e il nostro pavimento in fondo ai cieli;

non ho intenzione di convincere nessuno che la Terra è piatta, ma semplicemente esprimendo questo concetto si può creare una sorta di conflitto con l'uomo che al contrario non nutre alcuna vera curiosità nei confronti del mondo, e quindi di sè stesso; perchè è esattamente come dire a un bambino che Babbo Natale non esiste, in un mondo dove tutti i bambini credono a Babbo Natale, e tutti gli adulti credono alla (Più) Grande Palla del mondo, che E' il mondo stesso;

OH-OH-OH!! DIABETE PER TUTTI!!

nemmeno "Babbo Natale" è mai esistito, e nondimeno tutti i bambini ci credono, soltanto perchè qualcuno ha voluto adattare l'antica tradizione all'uso dell'era commerciale della Coca-Cola; e nessuno può confutare un copyright della Coca-Cola Co.; infine i bambini ci credono solo perché l'hanno sentito dire; come ogni altra cosa, più o meno. Tranne quelle che si possono osservare direttamente...
Una volta fatti i conti con la propria geografia psichica, che stabilisce i nostri reali confini mentali da adulti, ci possiamo solo rivolgere al buon senso, che è più raro dell'oro di questi tempi;

l'esempio del Pallone ad es., nel nostro mondo-di-parole, non può che risultare superiore al concetto della "Palla" terrestre, per quanto paradossalmente sproporzionato;
la domanda è: se salgo su un pallone aerostatico, ovvero una mongolfiera, un dirigibile, o qualunque cosa in grado di sollevare il mio peso nell'aria, e rimuovo l'ancora, non dovrei vedere tutto il "pianeta", la Grande Grande Palla, ruotare immediatamente via, alla velocità non indifferente di 900/1600 Km/h? (migliaio più, migliaio meno, secondo la nostra distanza dall'equatore?)

Non dovrebbe essere lo stesso per ogni palloncino perso da ogni bambino, così come per ogni volatile esistente in natura, e delle cui reali condizioni di volo possiamo accertarci direttamente guardando alla finestra senza nemmeno ricorrere alla matematica per osservare una ovvia, enorme discordanza tra la teoria scolastica e la nostra osservazione pratica?
Non farebbe prima l'aeroplano di Maometto ad aspettare in volo che la montagna arrivasse sotto di lui a mille all'ora, invece di sprecare carburante per volare ad una velocità solitamente (molto) inferiore?

Ovviamente, sì.

Il contrasto dell'uomo che non arriva alla sua propria, interiore terraferma, è l'occasione per apprezzare direttamente gli effetti di un condizionamento mentale che non è riservato alla casta militare, o a nessun gruppo particolare ma all'umanità intera; questa è la reale dimensione del fenomeno, proprio perchè riguarda IL MONDO INTERO, nella sua FORMA materiale;
e ne RI-definisce la sua forma mentale, per tutti e per ognuno di noi; 

da bambini non abbiamo problemi di questo tipo, come sia fatto il nostro pavimento ci tocca poco o punto, finché non ci cadiamo sopra, anche se in genere abbiamo questioni più interessanti da affrontare; ma la scuola dell'obbligo, nelle cui aule regna indisturbato e paradossalmente immobile -.di per sè - il mappamondo (o almeno un enigmatico Plani-Sfero appeso al muro, assieme al crocefisso) ti "insegna" che il mondo non è piatto e immobile come sembra essere, ma al contrario è una palla, proprio come il giocattolo colorato esposto ogni giorno nel luogo in cui ti trovi; e questa palla gira come una trottola attorno al Sole, a N migliaia di km/h; non sembrerebbero nemmeno esserci gli indizi per dubitare di una simile affermazione ...per un bambino. Se non altro, perché durante questa fase critica del suo Percorso Esistenziale -quando è  costretto, o meglio OBBLIGATO, a restare seduto per ore e ore e ore- egli ha spesso a che fare con Palle e Trottole.

Quando il suo palloncino gli sfugge dalla mano e si invola verticalmente, e non schizza via nell'aria a una velocità incredibile, ma procede dritto verso il Regno dei Cieli, verso il Paradiso dei Palloncini, come farebbe del resto qualunque pallone di qualunque misura in una giornata senza vento, il bambino non si pone il Problema della Terraferma, ma si dispera per il suo palloncino.

Poi il bambino cresciuto, che ha persi tutti i suoi palloncini, raramente vola -anche fisicamente- e ancor più raramente deve consultare un giroscopio in volo che disegna per lui un orizzonte artificiale invariabile e invariato per l'intera rotta, che potrebbe destare forse qualche giustificato sospetto sulla realtà tri-quadri-dimensionale a cui è ancorato; ma se non ha alcun motivo di dubitare della realtà definita in quelle nozioni primitive ed elementari a cui è stato assoggettato da principio, deve sempre e soltanto ricorrere alla propria geografia interiore per comprendere ciò che è vero, rispetto a tutto ciò che viene considerato e accettato come tale da chiunque altro; da QUASI tutti gli altri, ovvero dalla Utenza Scolastica GLOBALE;

questa è la dimensione del problema, quella mondiale, ma è una dimensione altrettanto falsa come l'idea stessa del "globo", perchè infine ognuno ha il suo proprio mondo, raramente la gente si riunisce di propria volontà in branchi o greggi per motivi che non siano di ordine politico o religioso o per diporto, per una qualche sorta di obbligo in generale, e in fondo tutte le questioni che riguardano una collettività non-spirituale -quella del Gregge Cattolico- e non-politica -quella degli elettori- compresa la possibile reale geografia del mondo, sono tutte indistintamente questioni secondarie.

La domanda prevista da principio è: PERCHE' si dovrebbe mentire a questo proposito?
La risposta è nella domanda stessa, va considerata sullo scenario in cui TUTTI "credono" in (o non si pongono domande a proposito di) qualcosa che contrasta direttamente il nostro buon senso, e le nostre stesse capacità sensoriali e intellettuali, se non bastasse la nostra impressione: ci stiamo muovendo, Qui e Ora? Non che io sappia. Forse un pochino soltanto, verso una possibile evoluzione, che alla fine sarà un epifenomeno di breve durata; l'unica vera rivoluzione sarà sempre e solo quella interiore, in cui la nostra idea - o visione- del mondo corrisponderà alla sensazione e alla intuizione naturale o istintiva (il Nous di platonica memoria, "re dei cieli e della Terra") nei confronti della nostra condizione attuale, che credo sia piuttosto comune sulla Terraferma; del resto non ho mai visto nessuno aggrapparsi ai lampioni per la strada malgrado questa straordinaria rivoluzione quotidiana, a cui nessuno ormai fa troppo caso.

La fisica di questo mondo, di questa Grande Palla, si può "spiegare" o giustificare soltanto con tante piccole palle, che comprendono tutte le leggi della fisica a partire dalla gravità, e arrivano all'Empireo Monoteistico in cui la Bibbia descrive  dal primo capitolo in avanti i dettagli dello Sgabello Per I Piedi di Yahwè -strane cose, da antichi nomadi del medio Oriente- ma poi nella "vita reale" e secolare la stessa chiesa accetta la teoria eretica di Copernico (e non è succcesso ieri) e così facendo la rende -inevitabilmente- legge Cattolica, ergo "universale"; un Inno alla Scienza e alla Libertà di pensiero, con l'unico dettaglio che in luogo della realtà supporta una "verità" altrettanto dogmatica quanto lo sono i comandamenti incisi dal dito di dio nelle tavole di pietra, e che è infine la Palla più Fondamentale nella nostra vita di tutti i giorni, che ci facciamo caso o meno; almeno finché continuiamo il nostro cammino in fondo ai cieli;

accettare la Teoria della Grande, Grande Palla significa accettare tutte le palline che ne conseguono, e che riguardano tutti noi più o meno direttamente, in ogni aspetto della nostra esistenza; noi che non possiamo usare la nostra piccola mongolfiera per andare in Cina a vedere i panda e tornare in giornata, come vorremmo tanto fare su una palla-trottola che gira a 1000 all'ora sul proprio asse, siamo ugualmente ancorati al fondo, come tutti gli uomini provenienti dalle Acque della Vita, e affondati nel giro di qualche giorno;

la Grande Grande Palla, la Più Grande Palla che ruota come una trottola nella mente dei bambini ben ammaestrati, progettata per girare per tutta la loro vita, è un gioco a cui qualcuno non farebbe mai a meno, forse soltanto per non voler ammettere la propria ignoranza, di proprzioni "planetarie";
ma a mio vedere, se non è valido il paragone dell'atterraggio data l'artificialità del nostro orizzonte tecnologico, è un buon punto di approdo momentaneo, qualcosa a cui ARrivare. Non solo per l'uomo di mare, ma per chiunque abbia seguito in tutta la sua infinità ambiguità un qualche Lungo Corso.

Alla fine, dovremmo accettare la nozione che la Terra è globulare perché "corpi  astrali" visibili a occhio nudo come la Luna e il Sole ci appaiono circolari e quindi -nella dimensione teorica dello spazio tridimensionale- sferici; ma io posso accettare che entrambi siano "luminarie" o "fonti di luci" simili ad oblò aperti - e chiusi - sul Firmamento che è "solido come specchio di metallo fuso", da bravo Gentile lettore delle sacre scritture; gli scriba medio-orientali non mi ispirano più o meno fiducia degli astrofisici di Berkeley, e tantomeno della NASA; sono costretto a credere a questi miei occhi, che non possono vedere -e non vedrebbero mai- le navi "affondare" oltre l'impossibile orizzonte curvo, e tantomeno aerei che sorvolano alla velocità di 500 Km/h una palla che gira al doppio della loro velocità, in un senso o nell'altro...

Così, fintanto che sarò costretto a credere a quello che vedo con questi miei occhi, per non perdere del tutto la poca ragione che mi è rimasta, sarò costretto a NON credere a quello che tutti credono, e che pure non hanno la più vaga possibilità di dimostrare in alcun modo, nemmeno per convincere sè stessi.
Il più grande problema infine è che nessuno sembra avere motivo, o intenzione di farlo.

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